Atlante e il firmamento delle stelle

Teatro danza, teatro movimento su trampoli, acrobazie, fuoco

Atlante era il Titano costretto da Zeus a sorreggere l’universo sulle spalle, dopo che questi aveva imposto un suo nuovo ordine nella teocrazia celeste: dèi nuovi che soppiantano i vecchi, ne rubano le immagini o le caratteristiche, le spose o l’onore.

Solo così gli antichi potevano darsi una ragione di quanto avveniva nel firmamento: nella fissità della ragione, essi percepivano il moto delle stelle e delle epoche e ad esse davano immagini antropomorfe.

Con lo sguardo al cielo, vedevano danzare nel firmamento, insieme alla Luna ed al Sole, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno.

il punto di vista dalla Terra e ad essi furono abbinati colori, comportamenti, caratteristiche umane che hanno resistito al sovrapporsi delle religioni e dei secoli.

Tutto questo vede Atlante, costretto nell’indicibile sforzo di sostenere l’universo, immobile come un firmamento o come una catena montuosa.

Vede e prevede, come suo fratello Prometeo: annuncia un Nuovo Ordine, un nuovo secolo dove le vele della ragione porteranno lontano verso i nuovi lidi del sapere.
Sarà una nuova epopea, quella dei grandi viaggi, a stabilire nuove frontiere anche per il cielo.
Solo allora Atlante si scrollerà di dosso il fardello di una pena che la fissità della ragione umana gli aveva affidato, lui ultimo dio sopravvissuto ai tanti, troppi tumulti dei cielo.