La Corte dei Miracoli
Teatro d’attore in spettacolazione in itinere
Testi, adattamento scenico, regia Nico Mucci
Dalle campagne, dai villaggi e dalle città il mondo dei semplici, la gente minuta e i tanti puri e poveri di cuore e di spirito divenivano oggetto per falsi apostoli, eremiti, ciarlatani, eretici, invasati, mendicanti d’ogni genere e per le tante ‘abbazie dei ribaldi’, fatte di ingannatori, paltonieri, affarinati, reliquiarii, accapponi etc.
Il mondo dei poveri rappresenta una medicina sociale per i ricchi, perchè ‘Date elemosynam, et omnia munda sunt vobis’, così come veniva predicato sin dall’antichità.
Questo fenomeno diventa, dal Medioevo fino al Seicento, una piaga sociale tanto da essere oggetto di Concilii, bolle, leggi.
Ma oltre alla ribalderia, c’è – in chi lo pratica – la frenesia del viaggio, del cercare nuovi mondi, nuovi approdi. Si dirà: ‘…Uomini vanno ki per prode e chi per danno per lo mondo tuttavia’. La frode diventa atto teatrale, i ribaldi ne sono gli attori insieme alle loro vittime.
E il mondo, il palcoscenico.
I nostri attori daranno voce a queste ribalderie: sono ciarlatani, imbonitori, vendono false bolle e preghiere, fanno parlare teste di morti, portano false reliquie, simulano piaghe e malanni, e miracoli. Raccontano storie improbabili e sentenziano su come va il mondo.